Lavorare e vivere in Svizzera

MYWORK IS YOUR WORK
& YOUR WORK IS MYWORK

LA NOSTRA FILOSOFIA

La myWork AG è un’impresa che vanta una lunghissima esperienza nel campo dei servizi del personale moderni. Nel corso degli anni, per molti clienti la nostra impresa esperta e dinamica è diventata un importante punto di riferimento in caso di carenza di personale.

Come fornitore di servizi indipendente dai settori economici la myWork AG sostiene con successo molte imprese in tanti settori diversi dell’economica, mettendo a disposizione personale idoneo, affidabile e ben qualificato.

Lavorare e vivere in Svizzera – Vi aiutiamo!

INIZIATE SUBITO
Vi piacerebbe vivere e lavorare in Svizzera? Allora la myWork AG è il vostro partner ideale. Vi aiutiamo a sbrigare tutte le faccende importanti affinché il vostro trasferimento avvenga nel modo migliore.

VIVERE E LAVORARE IN SVIZZERA
Un trasferimento in un paese nuovo comporta sempre anche tante sfide. Noi vi aiutiamo molto volentieri a superarle! Di che cosa avete bisogno?

  • un permesso di lavoro valido
  • un alloggio
  • un’assicurazione malattia obbligatoria
  • un conto corrente svizzero
  • eventualmente il riconoscimento del diploma
  • e tante altre cose …

« Affinché voi possiate concentrarvi sulla cosa più importante, ovvero il vostro lavoro, noi facciamo di tutto per assistervi in queste faccende nel miglior modo possibile. »

FAQ / Domande Frequenti

POSSO LAVORARE IN SVIZZERA?
Per i cittadini dell’UE-25 e dell’AELS si applica il pieno diritto alla libera circolazione. Ciò significa che essi possono trasferirsi, vivere e lavorare in Svizzera.

Per un’attività lucrativa a breve termine (sino ai tre mesi o 90 giorni) nell’arco di un anno solare non serve alcun permesso. Tuttavia è obbligatorio notificare la propria attività lucrativa. Di questo ci occupiamo noi naturalmente.

Per soggiorni più lunghi è invece richiesto un permesso di dimora. Prima di iniziare a lavorare nel vostro nuovo posto di lavoro dovete effettuare una notifica presso il comune di residenza. A tale fine occorre presentare i seguenti documenti:

  • una carta d’identità o un passaporto in corso di validità
  • una copia del contratto d’affitto
  • una fototessera
  • il contratto di lavoro

MA IO CHE SONO ORIGINARIO DELLA BULGARIA O DELLA ROMANIA (UE-2)?

Anche ai cittadini dell’UE-2 e dell’EFTA si applica il pieno diritto alla libera circolazione. Ciò significa che essi si possono trasferire, vivere e lavorare in Svizzera. Tuttavia, nei confronti dei cittadini dell’UE-2, il Consiglio federale ha deciso di ricorrere alla clausola di salvaguardia prevista dall’Accordo sulla libera circolazione delle persone. Per questo motivo a partire dal 1° giugno 2017 sono stati reintrodotti i contingenti dei permessi di dimora B UE/AELS (permessi di dimora della durata di cinque anni) per i cittadini bulgari e rumeni. Sono disponibili 996 permessi di dimora B UE/AELS.

Tale contingentamento sarà in vigore per un anno e riguarderà le persone che intendono lavorare in Svizzera sulla base di un contratto di lavoro dalla durata di più di un anno o a tempo indeterminato. Lo stesso dicasi per i liberi professionisti che intendono trasferirsi in Svizzera. Ulteriori informazioni a tal riguardo sono disponibili sulle pagine della Segreteria di Stato della migrazione (SEM): www.sem.admin.ch > Entrata & soggiorno > Vivere e lavorare in Svizzera > Bulgaria/Romania(UE-2)

ED IO CHE VENGO DALLA CROAZIA?
A partire dal 1° gennaio 2017 anche i cittadini croati godono della libera circolazione delle persone. Tuttavia si applicano ancora delle disposizioni transitorie. Fino a nuovo avviso, i cittadini croati possono essere ammessi a svolgere un’attività lucrativa dipendente solo se è tenuto conto delle limitazioni seguenti:

  • controllo della priorità dei nazionali (priorità dei nazionali e degli stranieri già ammessi sul mercato del lavoro svizzero),
  • controllo delle condizioni salariali e lavorative,
  • contingenti annuali progressivi separati per permessi di soggiorno di breve durata e per permessi di dimora.

PAGARE LE IMPOSTE IN SVIZZERA
In Svizzera i redditi dei cittadini stranieri sono soggetti a imposte alla fonte. Tali imposte vengono detratte direttamente dal reddito. L’aliquota applicata varia da cantone a cantone. Ai fini della determinazione dell’ammontare delle imposte alla fonte si tiene conto del reddito lordo medio, dello stato civile, nonché del luogo di residenza e di lavoro.

HO BISOGNO DI UN’ASSICURAZIONE MALATTIA?
Al più tardi tre mesi dopo l’arrivo e l’avvio di un’attività lucrativa in Svizzera occorre assicurarsi presso una cassa malattia svizzera. I frontalieri con residenza in determinati Stati UE hanno il diritto di scegliere un’assicurazione nel loro paese di residenza invece che in Svizzera.

Ogni assicurato paga un premio mensile alla cassa malattia. L’ammontare del premio varia da cassa a cassa e da cantone a cantone.

HO BISOGNO ANCHE DI UN’ASSICURAZIONE CONTRO INFORTUNI?
Se lavorate più di otto ore alla settimana, il datore di lavoro provvede a stipulare un’assicurazione contro infortuni e malattie professionali e non professionali.

QUALI ALTRE ASSICURAZIONI MI SERVONO?
Se abitate o lavorate in Svizzera avete l’obbligo di assicurarvi presso l’Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) e presso l’Assicurazione per l’invalidità (AI). Inoltre a partire da un determinato reddito i lavoratori sono obbligati ad assicurarsi presso un istituto di previdenza (cassa pensionistica o altro istituto).

QUALI PERMESSI DI SOGGIORNO ESISTONO?
Di seguito forniamo un riepilogo dei diversi permessi che esistono per i cittadini UE/AELS:

  • permesso L UE/AELS (permesso di soggiorno di breve durata)
  • permesso B UE/AELS (permesso di dimora)
  • permesso C UE/AELS (permesso di domicilio)
  • permesso Ci UE/AELS (permesso di dimora con attività lucrativa)
  • permesso G UE/AELS (permesso per frontalieri)

Per ottenere un permesso di soggiorno occorre contattare l’autorità cantonale di migrazione competente per il luogo di soggiorno. La domanda di proroga del permesso di dimora può essere presentata al più presto tre mesi e al più tardi due settimane prima della scadenza della validità presso il Comune di residenza.

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